di
Luciano Martinoli
luciano.martinoli@bmconsulting-mi.com

23 Settembre 2019

Le organizzazioni aziendali, e non solo queste, si confrontano quotidianamente con l’incertezza generata dal contesto in cui si muovono. Tale incertezza deve essere assorbita per consentire all’organizzazione di andare avanti nella direzione scelta. Viceversa se non ci fosse incertezza non vi sarebbe la necessità di un’organizzazione in quanto ognuno sarebbe in grado di sapere cosa fare essendo sicuro che gli altri si comporteranno allo stesso modo. Dunque l’organizzazione è una invenzione umana, ma non solo umana, per affrontare e risolvere l’incertezza del mondo.

Una modalità per affrontare il problema è il calcolo. Esso si basa su una conoscenza condivisa che ha fornito risultati accettabili e ripetibili all’interno di un certo contesto. Due più due fa quattro per chiunque e non c’è bisogno di discutere su questo. Addirittura non c’è nemmeno bisogno che l’esecuzione del calcolo venga fatto da esseri umani in quanto abbiamo inventato delle macchine che li eseguono per noi e ci restituiscono i risultati: i “calcolatori”. Tutto ciò che può essere ridotto a calcolo non ha bisogno di persone per essere eseguito. Il risultato di tali calcoli può alimentare ulteriori calcoli o essere messo a disposizione di esseri umani per loro uso. Il calcolo dunque assorbe incertezza in modo condiviso e accettato da tutti in qualsiasi momento, senza necessità di ulteriori considerazioni.

Laddove il calcolo non è disponibile, per mancanza di modalità (algoritmi), tempo o dati, e ci si trova di fronte a opzioni equipollenti (incertezza), vi è la necessità di operare una “decisione”. Decidere significa per definizione non sapere cosa fare altrimenti non ci sarebbe scelta (non c’è possibilità di scelta tra 4, 8 o 23 nel caso di 2+2). La decisione poi si porta dietro un paradosso: nel momento in cui viene operata la scelta, essa stessa fa emergere l’esistenza delle altre opzioni che avrebbero potuto essere ugualmente buone. Risolvere tale paradosso è compito delle scelte successive che assorbiranno l’incertezza precedente dimostrando la validità o meno di quanto era stato deciso. Anche quest’ultima decisione però soffre dello stesso problema e da quì la necessità di una serie infinita e continua di decisioni, a tutti i livelli organizzativi e per tutti gli ambiti, che sono la vita dell’organizzazioni, il metabolismo grazie al quale l’organizzazione “va avanti”.

A questo punto emergono alcuni interrogativi:

Di queste e altre questioni ci occuperemo nel prossimo seminario a Milano.

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