L' organizzazione è ciò che accade dentro di essa.
La Strategia tra piano e "scusa"
Formare non è "addestrare"

L’organizzazione non è fatta di persone, ma dalle “relazioni” che la costituiscono. Una sala d’aspetto o un vagone di un treno contengono persone come l’edificio o una fabbrica di un’azienda, ma non per questo sono una organizzazione.

I piani hanno poco valore da soli, è la pianificazione che è fondamentale. Senza un processo che faccia emergere vincoli e opportunità strategiche, i piani rimangono libri dei sogni, buoni ad ammaliare qualcuno al momento.

 

Quale è il vero, e utile, significato di un’attività di “formazione”, considerando l’autonomia delle persone e l’impossibilità di dargli una forma?
In cosa la formazione differisce da un semplice “addestramento”?


Organizzazione e Strategia: danza e musica.

Spesso chi si occupa di Organizzazione vede la  Strategia che la muove e la indirizza soltanto come sottofondo . Viceversa chi definisce la Strategia considera poco dell’Organizzazione che la deve realizzare e si scontra con i ben noti problemi della “implementazione” con le inevitabili conseguenze (resistenze al cambiamento, ritardi nelle scadenze, demotivazione generale, ecc.). Pur essendoci in alcuni momenti la possibilità di operare su ognuna di esse in maniera distinta, il loro legame è sempre da considerare per evitare di compiere movimenti senza significato, che demotivano le persone, o di ascoltare suoni che non muovono nessuno. Ci proponiamo come maestri di danza che indicano e forniscono i gli strumenti per realizzare le migliori performance. Perchè sulla pista andrete voi.

Organizzazione

Le persone sono condizione necessaria all’organizzazione. Per fare una squadra di calcio ci vogliono undici individui, ma se questi non giocano a calcio gli undici non saranno mai una “squadra di calcio”. L’organizzazione aziendale può essere vista come un sistema sociale il cui elemento base di relazione costitutiva (la sua autopoiesi) è la decisione. Inoltre essa è un sistema che si distingue per questo dal suo ambiente e a sua volta consente di fare da ambiente ad altri sottosistemi al suo interno (vendite, produzione, logistica, amministrazione, ecc.). La metafora sistemica non sostituisce le altre ma da meglio conto della realtà organizzativa nel suo complesso, giustifica e motiva interventi puntuali con le pratiche consuete e consente di mettere appunto modalità di intervento per affrontare svariate problematiche organizzative che sfuggono alle consuete modalità di risoluzione: dalla sicurezza sul lavoro alle scarse prestazioni di vendite, dalla scarsa coesione di un team alle resistenze al cambiamento, e altro ancora.

 

Strategia

I piani strategici, le vision e gli obiettivi a lungo termine sono scuse per l’azione che consentono ai manager di rendere i paradossi decisionali meno visibili. Ciò che è importante, allora, non è che questi piani, visioni e obiettivi siano raggiunti correttamente in ogni dettaglio. E’ più importante che appaiano sufficientemente plausibili  agli occhi delle persone in modo che inizino i processi decisionali intorno a loro. La strategia diventa così un processo di adattamento pratico all’esperienza quotidiana. Non per questo però le organizzazioni non devono investire tempo e denaro nella progettazione strategica, ma piuttosto i piani strategici devono essere considerati parte dell’evoluzione del sistema. Da qui la necessità di un approccio alla Strategia molto diverso supportato da strumenti opportuni. 

 

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